Autore: 
Flaviana Coviello

Con la collaborazione della dott.ssa G.Cipollaro

La famiglia che accoglie

In una famiglia si viene a consolidare un patto tacito tra i componenti basato sull’affetto reciproco, sulla protezione vicendevole, oltre ad altri diritti e doveri sanciti dalla legge. 

La famiglia è un progetto di vita insieme tra persone che si vogliono bene e che si sentono impegnate reciprocamente perché l’affetto, la solidarietà e la condivisione vengano costantemente alimentati e siano il volano di crescita per i figli. I risultati delle ricerche psicologiche hanno da tempo documentato come il benessere psico-sociale dei membri dei gruppi familiari non sia tanto legato alla struttura del gruppo, quanto alla qualità dei processi e delle dinamiche relazionali che vengono messe in atto al suo interno. In altre parole, ”non sono né il numero né il genere dei genitori – adottivi o no che siano – a garantire di per sé le condizioni di sviluppo migliori per i bambini, bensì la loro capacità di assumere questi ruoli e le responsabilità educative che ne derivano. ” (1) I bambini hanno bisogno di vivere in un ambiente che li protegga, costruito per favorire una crescita all’insegna dell’ autonomia e della preparazione ad affrontare il mondo esterno con competenze emotive e sociali apprese e vissute nell’ ambito familiare.

La comunicazione sensoriale

Nel periodo 0-3 anni della vita di un bimbo è in atto un dialogo tra genitore e figlio basato su una comunicazione sensoriale. Difatti, il triangolo fronte-occhio-naso della madre diventa oggetto di conoscenza e di sviluppo per il bambino e, al contempo, le braccia che lo stringono favoriscono la percezione del proprio corpo e i suoi confini. A ciò si aggiunge il dialogo, la mamma parla al bambino, il suono della voce si unisce agli altri stimoli sensoriali e, attraverso questi, vengono trasmessi i primi rudimenti del linguaggio e, con essi, i primordiali concetti di tempo, spazio e consistenza corporea.

Tutte le volte che la mamma interagisce con il figlio e gli spiega cosa sta facendo durante qualunque azione che lo riguardi, come la preparazione della pappa, la vestizione, il bagnetto o qualunque altra situazione quotidiana, vengono trasmessi innumerevoli concetti affettivo-cognitivi, riguardanti il corpo, la dimensione temporo-spaziale e le grandezze, che vengono incamerati dal bambino , non nel loro significato cognitivo, ma come bagaglio di informazioni che saranno poi utilizzate adeguatamente nel corso della sua evoluzione; in sintesi, i genitori, nel parlare con il bambino, donano a questi quegli strumenti che serviranno per la conoscenza e la decodifica del mondo esterno.

Ancor prima che diventino nella scuola materna pre-requisiti cognitivi, già nei primi tre anni, c’è la percezione della dimensione temporale, spaziale e corporea che racchiude una valenza affettivo-cognitiva, interiorizzata dal bambino attraverso il contatto corporeo dell’ essere preso in braccio (già durante l’ allattamento), il gioco ( “ mettiamo i giocattoli al loro posto ” ), l’ igiene della persona ( “adesso ci laviamo, prima le mani e poi la faccia ” ), il vestirsi (sempre secondo la logica del “ prima-dopo ” ); da qui il valore determinante della dimensione affettiva che veicola e facilita ” il funzionamento di ogni processo cognitivo e del linguaggio ” . (2)

I bambini adottati

Nella maggior parte dei bambini adottati è venuto a mancare questo segmento, talvolta è stato dato in maniera saltuaria o disturbata. Inoltre, improvvisi e repentini cambiamenti hanno negato loro la possibilità di acquisire dimensioni affettivo-cognitive che solitamente sono apprese nella relazione con le figure di attaccamento, cagionando tra l’ altro sentimenti di sfiducia, incertezza, inferiorità che rendono difficile la presa di coscienza e la costruzione della propria identità.

Una delle competenze che si richiede al genitore adottivo è quella di saper ripercorrere insieme al bimbo proprio quegli stadi inappagati e carenziati, offrendo quel pezzo dell’ infanzia mancata di cui ha un grande bisogno e favorendo atteggiamenti regressivi per ripercorrere fasi primordiali di attaccamento o di svezzamento, utili alla riscoperta del mondo; il contatto sensoriale tra genitore e figlio diventa vettore per la trasmissione di sostegno, consapevolezza, coscienza di sé; la comunicazione verbale, gestuale, grafica e tattile diventa ponte per il passaggio dei concetti affettivo-cognitivi presenti in ogni momento della vita quotidiana.

Piaget affermava, infatti, che ” esiste uno stretto parallelismo tra lo sviluppo dell’ affettività e quello delle funzioni intellettuali, in quanto si tratta di due aspetti indissociabili di ogni azione ” . (3) I genitori, ancor prima dell’ inserimento scolastico, dovranno utilizzare tutto il tempo necessario per dare al bambino la possibilità di recuperare le immagini temporali, i concetti spaziali, i confini corporei e le grandezze, carenti o insufficienti, perché saranno questi concetti, una volta acquisiti, che favoriranno l’ approccio al mondo esterno e daranno senso e significato alle richieste della scuola. Come per navigare è essenziale avere una bussola per seguire la rotta ed evitare pericoli, così la comprensione di queste dimensioni rende il bambino più sicuro, capace di fare fronte alle richieste della scuola, di destreggiarsi tra regole contenuti, nozioni.

Come accompagnare i bambini nell'inserimento scolastico

L’inserimento nella nuova famiglia, la vicinanza e il dialogo quotidiano con genitori preparati e presenti, favoriscono il percorso di un nuovo attaccamento in cui crescita affettiva e intellettiva possono riprendere un cammino interrotto: per questo motivo l’ affermazione, riportata nell’ “ Allegato 3 ” de “ Le linee guida per favorire il diritto allo studio de gli alunni adottati ”, secondo la quale ” è auspicabile inserire nel gruppo classe un alunno adottato non prima di dodici settimane dal suo arrivo ... è consigliabile riservare il tempo necessario al consolidamento dei rapporti affettivi in ambito familiare ” * va considerata con molta attenzione. (4) Ci sono bambini che al momento dell ’ adozione non hanno frequentato la scuola dell’ infanzia e che, da subito, vengono iscritti alla scuola primaria, dove i concetti di spazio e di tempo , di grandezze e la percezione del proprio corpo, si ritengono già acquisiti.

Per questi bambini, vuoi per difficoltà linguistiche, vuoi per stadi saltati nei primi anni di vita , le nozioni basilari diventano concetti astratti, non utilizzabili nella interazione con il docente, nè ad operabili nella relazione con i pari: può accadere che il tempo da trascorrere a scuola, l’ osservazione delle regole, la difficoltà di espletare un compito, ancorché semplice ed elementare, si trasformino in situazioni ansiogene cui il bambino risponde ed agisce in maniera non adeguata, indicativa di una richiesta di ascolto e di comprensione. L ’” Allegato 3 ” recita in maniera precisa che ” le prime fasi dell’ accoglienza devono ... basarsi sull’ appianare le difficoltà che possono comparire in relazione alla necessità dei bambini di esprimere i propri bisogni primari personali ” . Questo è un punto centrale, non solo per i docenti che vengono a contatto con un bimbo adottato, ma anche per i genitori che glielo affidano.

La collaborazione scuola famiglia: la necessità di consolidare la padronanza temporo-spaziale

L ’ individuazione, la conoscenza e la condivisione delle difficoltà proprie di ciascun bambino portano alla collaborazione e all’ interazione scuola-famiglia. Da parte dei genitori, la trasmissione dei concetti spazio-temporali è parte integrante della costruzione della relazione affettiva; per i docenti, l’ acquisizione degli stessi diventa strumento per l’ insegnamento delle discipline. La comprensione della lettura, la padronanza dell’ alfabeto o, ancora, l’ apprendimento dei numeri e delle operazioni aritmetiche, non può avvenire senza una padronanza della dimensione temporo spaziale, senza una percezione dei propri confini e delle proprie sensazioni, in un corpo che non sia coordinato e armonizzato.

Data di pubblicazione: 
Martedì, Febbraio 28, 2017

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