Autore: 
Sara Leo

Poco più di due mesi fa si è svolta l’Assemblea Nazionale di Genitori si diventa 2018. Come ogni anno tante famiglie adottive provenienti da tutta Italia si sono radunate per trascorrere un po’ di tempo insieme e per condividere i progetti realizzati e quelli futuri.

All’Assemblea Nazionale di Genitori si diventa si respira la vita

Il 27, 28 e 29 aprile sono stati 3 giorni di giochi (per i più piccoli) e di cambiamenti, crescita e condivisione (per i più grandi). Durante l’Assemblea GSD 2018 di Linguaglossa si sono svolti alcuni momenti molto importanti: l’emozionante cambio di governance, con il passaggio della presidenza dalla dimissionaria Anna Guerrieri a Valentina Stangherlin, la presentazione del nuovo consiglio direttivo e due importanti incontri in plenaria, il primo sul tema “Salute&Adozione” tenuto dal Prof. Piero Valentini (Università Cattolica del Sacro Cuore, Dirigente Medico responsabile di U.O.C. di Pediatria del Policlinico "A. Gemelli" – Roma) e moderato da Fabio Antonelli e il secondo su “Lo sviluppo del bambino: esperienze precoci, neuroni a specchio e intersoggettività” tenuto dal Dott. PierFrancesco Ferrari (Direttore della ricerca presso il CNRS di Lione e Direttore della scuola internazionale di Neuroscienze presso il centro Ettore Majorana di Erice) e dalla Dott.ssa Daria Vettori (Psicologa e Psicoterapeuta esperta di Adozione), moderato da Valentina Stangherlin.

In questi 3 giorni si è sentita la passione che ogni volontario mette nel contribuire alla vita dell’associazione e la grande volontà di esserci, accanto ai bambini e alle famiglie, giorno dopo giorno, facendo tante attività in tutta Italia, cultura sull’adozione attraverso il blog e i libri e tante feste per ritrovarsi e stare insieme.

Genitori si diventa: ieri, oggi e domani

Per raccontare Genitori si diventa ho voluto fare una chiacchierata con Valentina Stangherlin.

Quali sono i valori con cui è cresciuta GSD e con cui continuerà a crescere?

Vorrei citare i due presidenti che mi hanno preceduto riportando alcuni passaggi delle loro relazioni di conclusione dell’incarico.

Dalla relazione di Antonio Fatigati come presidente uscente nel 2011:

Come molti di voi senz’altro già sanno, Genitori si diventa è nata [nel 1999 n.d.r.] da un moto dell’animo, dalla voglia di fare in modo che la solitudine provata dai fondatori in un momento ben preciso della loro storia di genitori, fosse un debito pagato una volta per tutte. E poi vi era anche l’esigenza di entrare totalmente nell’esperienza adottiva, di comprenderne le dinamiche, anticipare le possibili situazioni. E tutto senza perdere di vista che il vero obiettivo era di aiutare i bambini che mano a mano arrivavano nelle nostre famiglie. Se prestate attenzione, le fondamenta di quel pensiero sono le stesse che ispirano le azioni che compiamo oggi: i percorsi pre-adozione, i gruppi di mutuo aiuto, le serate a tema, cosa altro sono se non la realizzazione pratica di quell’aspirazione iniziale?

Dalla relazione di Anna Guerrieri come presidente uscente nel 2018:

Genitori si diventa sceglie invece di assumere responsabilità, prima fra tutte quella di mettere al centro l’obiettivo fondante di lavorare con gli adulti proprio per dare spazio ai figli, adulti che vogliano essere sinceri, che sappiano ascoltare, raccontare, che vogliano scoprire il mondo nuovo dei figli e rispettarlo, che sappiano cambiare attraverso loro e con loro, che sappiano dare ai figli il senso di ciò che si vive e il desiderio di viverlo qualsiasi cosa accada. Questi sono i contenuti che guidano le attività, e sono questi contenuti che ogni genitore dona ai propri figli, nella certezza che sapranno farne uso, sapranno scegliere loro stessi e decidere e crescere forti nel confronto attivo e affettuoso con adulti che non hanno paura di loro. Questa è la base sicura cui tornare, la protezione e la tutela.

Continuità, cambiamenti e prospettive future: come descrivi la nuova presidenza?

Sono diventata presidente più o meno a metà del mandato di questo consiglio direttivo, insediatosi nel 2016. Inoltre, sono subentrata alla presidente dimissionaria venendo dalla carica di vicepresidente. Basta già questo per affermare che la mia è una presidenza che segue una linea di continuità con i due anni appena passati. Non ho intenzione di apportare nessun sostanziale cambiamento all’interno dell’associazione perché le idee e i valori che mi hanno portato ad accettare l’incarico di consigliere nel 2016 sono gli stessi che condivido anche oggi con gli altri membri del consiglio. Però è fisiologico che un cambiamento di approccio ci sarà, semplicemente perché persone diverse portano con sé modi di agire diversi. Come ho detto in assemblea veniamo da una presidenza importante, quella di Anna Guerrieri, che ha portato all’associazione molta visibilità, avendo avuto lei posizioni di rilievo nel CARE e poi nella CAI. Io mi propongo come una figura familiare con lo sguardo rivolto all’interno dalla nostra realtà associativa, alle sezioni, alle famiglie. Per questo mi sono proposta l’obiettivo un po’ ambizioso di visitare tutte le sezioni, per conoscere le persone e i luoghi in cui si incontrano, per cercare di entrare un po’ di più nelle singole realtà territoriali che presentano tante differenze, sia di tipo relazionale che operativo.

Le prospettive al momento sono di traghettare l’associazione attraverso la riforma del Terzo Settore e tutti i cambiamenti che il mondo dell’adozione ci sta prospettando.

GSD per le famiglie

GSD è nata per le famiglie adottive, lo ha fatto per 18 anni e ancora lo farà. È il luogo dove le famiglie si incontrano, fanno amicizia, si frequentano e tessono la loro rete. I nostri gruppi Post sono il luogo dove i genitori si confrontano e si scambiano riflessioni e preoccupazioni, dove trovano conforto nelle difficoltà e partecipazione nella gioia. Le nostre feste e le nostre assemblee sono le occasioni in cui i nostri figli si sentono un po’ più “uguali” che fuori, dove incontrano amici a cui si legano con un filo lunghissimo che li unisce nello spazio e nel tempo. I nostri gruppi Pre sono il momento in cui le coppie che si avvicinano all’adozione hanno la possibilità di esprimere dubbi e paure senza il timore di essere giudicati e trovano risposte nell’esperienza di chi è già genitore.

GSD e la cultura

Quali sono le tematiche del dibattito sociale attuale che l'associazione intende sviluppare per poter fornire il proprio contributo?

In assemblea ho parlato di diversi argomenti che mi piacerebbe sviluppare nei prossimi momenti di confronto collettivo. Per sintetizzare direi che dobbiamo prepararci a parlare di adozione aperta con le coppie che si avvicinano all’adozione, per poterle aiutare a trovare le risorse adeguate per un tipo di genitorialità adottiva che penso porti con sé complessità ancora maggiori rispetto a ciò che conosciamo. Dovremo sviluppare l’idea di una famiglia di origine che sia presente realmente (anche se a diversi gradi di distanza ovviamente) e non solo nel ricordo o nell’immaginazione dei nostri figli e nostra. Per me questa è una grande complessità che richiede risorse ancora maggiori in termini di accoglienza e comprensione da parte dei genitori adottivi. Restando sul tema, ma pensando invece alle famiglie già formatesi negli anni passati, dobbiamo continuare su una strada già aperta che è quella della ricerca delle origini e dei viaggi di ritorno, argomenti di cui già le nostre sezioni hanno sentito l’esigenza di occuparsi con incontri specifici.

Qual è il tuo pensiero sul futuro dell'adozione?

In questo periodo la sensazione che emerge dai fatti di cronaca è che il sistema adozione stia andando verso il fallimento, in particolare l’adozione internazionale. Credo però che questo non succederà e si troveranno nuove modalità di intervento per evitare le pratiche pesantemente scorrette che sono state messe in atto in alcuni paesi di origine. Anche perché non posso pensare che la grande capacità di accoglienza che l’Italia ha dimostrato finora vada sprecata. In questo scenario difficile le associazioni familiari adottive, ma penso in particolare a GSD ovviamente, dovranno in primo luogo mettere tanto impegno nel supporto alla preparazione delle coppie che danno la loro disponibilità. Dovranno inoltre investire sempre di più nel sostegno post adozione, per cercare di prevenire la crisi o per dare supporto nei casi in cui la crisi sia stata inevitabile. Si troveranno anche a doversi aprire all’accoglienza di famiglie nuove, ancora meno convenzionali di quelle che finora hanno accolto, e attrezzarsi per comprenderle e supportarle.
In fondo credo che il vero effetto del nuovo scenario dell’adozione sull’associazionismo familiare sarà la necessità ancora maggiore per le famiglie adottive di mettersi in rete e cercare nelle associazioni il sostegno per mettere in campo le proprie risorse di affettività e accoglienza. Tanto lavoro in più!

 

 

Data di pubblicazione: 
Martedì, Luglio 10, 2018

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