Autore: 
Antonella Avanzini

Scrivo questo articolo per le coppie incamminate nel percorso adottivo che non hanno ancora a casa i propri figli.

Vorrei avvertirle e prepararle: affinché non siano sopraffatte dalle incombenze pratiche contingenti, quando arrivano nella loro casa i bambini che tanto hanno desiderato. La mia personale esperienza, mi ha portato a verificare che purtroppo, un genitore adottivo, non gode di alcuni vantaggi che un generico genitore biologico ha nel periodo che precede l’arrivo dei figli.

Una mamma che annuncia l’inizio della propria gravidanza è sommersa dalle attenzioni e dai suggerimenti che amici e parenti iniziano a fornire su tutto quanto riguarda il “mondo bambino”; non solo, ma queste informazioni si allineano alla età del bambino, ovviamente già chiaramente conosciuta, a partire da un giorno di vita del nascituro fino a quando è maggiorenne e oltre. Ahimè, questo non accade per il genitore adottivo. In genere dal momento in cui comunica “aspetto un bambino”, a quando quel bambino si presenta in carne e ossa, è trascorso un tempo imprecisato; inoltre il bambino che mamma e papà potranno presentare “in società”, avrà una età che potrà essere di pochi giorni fino a più di dieci anni.

All’annuncio dell’attesa adottiva, nessun parente si prodiga in suggerimenti - magari più o meno graditi, ma comunque utili - su come avere cura dei futuri pargoli, ma solitamente si lanciano in domande, anche azzardate, per avere essi stessi informazioni dettagliate su quale sia la procedura adottiva e su come saranno e da dove arriveranno i futuri figli. Soddisfatta la loro curiosità, difficilmente poi, parenti amici colleghi e conoscenti, anche se è già avvenuto l’abbinamento e si sa già età e sesso dei nostri figli, allargano il discorso cercando di aiutarci a far parte della grande famiglia dei “genitori”.

Per quanto sopra, cari futuri genitori adottivi, io vi dico: fate valere i vostri diritti di genitori in attesa!

Pretendete che vi si prenda per mano e vi si accompagni all’interno del “mondo bambino”, dove vi troverete di colpo catapultati e dove dovrete vivere per i prossimi anni; dove tutto quanto era parte della vostra vita precedente verrà spazzato via come l’arrivo di uno tsunami che travolgerà cose, ritmi, abitudini e visioni filosofiche del vostro vecchio mondo. Avete bisogno come Dante del vostro Virgilio, che vi accompagni nei gironi dell’Inferno, del Paradiso e del Purgatorio della vita del genitore e vi protegga dai pericoli che vi sono e che si presenteranno.

Perciò chiedete chiedete chiedete e pretendete, finché avete ancora tempo e siete ancora sufficientemente lucidi e carichi di energie. Chiedete alla cugina quali sono stati i maggiori problemi che ha dovuto affrontare con il suo primo figlio, con il secondo e con il terzo. Non dormiva? Non mangiava? Non parlava? Cosa hanno fatto, come hanno risolto. Lasciatevi trasportare anche per ore in discussioni e racconti che vi sembreranno fantascientifici, ma che diverranno negli anni seguenti il vostro pane quotidiano; iniziate ad abituarvi, ad allenarvi per bene e sarete subito sul pezzo una volta arrivati i bambini.

Pretendete informazioni su quali seggiolini per l’auto vanno usati secondo le età, perché perderete le ore a capire quale va usato e impazzirete a cercare su internet il modello meno caro, chiedendovi come è stato possibile che dal passare le ore alla ricerca dell’albergo più bello dove trascorrere le vacanze in coppia, ci si è ridotti a diventar matti per un dannato seggiolino per auto. Fatevi raccontare per filo e per segno le vicissitudini che hanno dovuto affrontare con la scuola frequentata dai figli e con la undicesima piaga d’Egitto mandata da Dio sulla terra, che sono i compiti a casa. Obbligate a dirvi tutto senza remore; chiedete a fratelli, colleghi di lavoro e amici; che si domanderanno perché mai di punto in bianco siete diventati la loro miglior spalla su cui sfogare le loro frustrazioni. Non sanno che vi stanno dando un aiuto pazzesco, che inoculandovi prima una dose di “figlite acuta”, vi avranno vaccinato contro la malattia vera, che si manifesterà con l’arrivo dei vostri figli.

Iniziate a informarvi su quali sono e quale reputazione hanno gli ospedali pediatrici della vostra città, sulle scuole della vostra città, sui negozi per bambini della vostra città, sui musei per bambini, sulle attività per bambini della vostra zona e via elencando: insomma, iniziate a entrare davvero, anche se non avete ancora i bambini con voi, nel “mondo bambino”.

Dovete farlo prima, perché dopo sarete alle prese con i vostri bambini lì davanti per davvero: che piangono, non stanno mai in silenzio e urlano metà del tempo, fanno capricci, non dormono e molto molto altro, e che a loro volta non sanno nella maggior parte dei casi, cosa sia il “mondo genitori”. Perché anche per i nostri figli, la questione non è per niente semplice. Come ha detto un bambino adottivo di nove anni dopo qualche annetto dall’arrivo in famiglia : "Mamma, sai una cosa? Pensavo che era più facile fare il figlio". E già. Anche i bambini spesso non sanno fare i figli e mettono in campo tutte le loro fatiche, le loro difficoltà, le loro paure.

E allora almeno tutto quanto riguarda le questioni pratiche, è meglio che noi genitori ce lo prepariamo prima, così da lasciare tutto lo spazio possibile, una volta arrivati i bambini, alle questioni che riguardano la nostra relazione con loro, a tutto ciò che compete all’ambito emotivo, così da potere avere la massima empatia con i nostri figli, rassicurarli e rendere il loro “lavoro da figli” il più facile possibile.

Perché i bambini che si ritrovano a far parte di una famiglia per adozione e non per nascita, non sempre hanno una percezione realistica di cosa sia una famiglia. C’è chi in famiglia non è mai vissuto ed ha avuto solo esperienza di vita in istituto, chi ha avuto esperienza della famiglia affidataria, chi ha avuto esperienza della famiglia nella quale è nato, ma nella quale i bambini possono avere avuto vissuti molto diversi, da molto positivi a molto negativi. Per cui molto spesso i bambini idealizzano la loro nuova famiglia, mentre il confronto quotidiano con i genitori adottivi può essere molto faticoso e burrascoso.

Nella emergenza di questo mare agitato spesso non si ha né tempo né a dire il vero nemmeno la capacità, di affrontare anche tutti gli aspetti pratici che la vita di un bambino in famiglia richiede. L’aspetto pratico del ménage di una famiglia non è da sottovalutare. Preparatelo perciò per quanto possibile, prima dell’arrivo dei bambini. Obbligate le persone attorno a voi a farvelo conoscere e navigare e sperimentare prima, così da potere avere maggiore serenità e capacità quando i bambini saranno con voi.

Data di pubblicazione: 
Domenica, Gennaio 14, 2018

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