Autore: 
Simona Nacamulli

Che strano periodo, questo che stiamo vivendo!!! Così strano che anche io, che normalmente sono allergica alla televisione ed alle serie televisive, ne sono stata attratta. Non sono di gusti facili, non mi piace la violenza, non sono interessata alla fantascienza, la suspense me la sogno la notte e le commediole melense mi annoiano. Però quando vedo il “film giusto” piango, e mi piace farlo, per ogni piccola dimostrazione di affetto e di scambio sincero, la mia famiglia ride di questo, per loro è un modo per mettere a nudo i miei punti deboli, ma che per me sono anche dei grandi punti di forza perché è la mia capacità di entrare a fondo nelle situazioni ed in contatto con le persone, anche quelle che si trovano al di là di uno schermo, perché è come entrare in contatto con me stessa.

Così, la scelta più felice che potessi fare, è stata quella di iniziare a vedere “This is us”, una serie abbastanza lunga, tanto da entrare nella vita di ogni singolo personaggio e riuscire a sposarne le scelte, i momenti di rabbia e le ironie. Si tratta di una serie che parla di me, di te, di mio o tuo figlio, dei miei o dei tuoi genitori, parenti, amici, insomma una storia “normale”. Talmente normale che, il 70% di ciò di cui parla, è la mia vita, anche se il primo istinto è stato quello di pensare che tutto fosse “troppo”, un’americanata. Ogni persona ha problemi che sembrano irrisolvibili, tutte vite caratterizzate da eventi “eccezionali”, un insieme di emozioni e accadimenti “esagerati”, tutto concentrato in un’unica famiglia: davvero troppo al punto da sembrare artificioso.

Invece ogni personaggio è incredibilmente reale, corrispondente alla vita che ad ognuno di noi è capitato di percorrere. C’è l’evento tragico, quello che ti segna la vita per sempre e per il quale continuerai a chiederti come sarebbe stato se non fosse accaduto, c’è l’obesità e la drammatica esperienza di chi si interfaccia con il problema ogni singolo giorno della propria vita, c’è la maternità ed il continuo mettersi in gioco per cercare di fare la cosa giusta per i propri figli, c’è il rapporto di coppia ed il suo fragile equilibrio nonostante la stima e l’amore reciproci, c’è l’essere figlio che segue o delude le aspettative dei genitori, c’è il rapporto tra fratelli, d’amore ma anche di intolleranza, invidia ed a volte rabbia, c’è il complesso di colpa con il quale fare i conti giornalmente, ma forse sopra a tutto c’è l’adozione con tutti i sui aspetti critici e stimolanti.

Sicuramente l’aspetto dell’adozione è tra quelli meglio raccontati, toccando sfaccettature che noi, genitori adottivi, abbiamo costantemente nel cuore e nella mente. Si parla del genitore adottivo che pensa che l’amore sia sufficiente per sanare ogni male, della ricerca delle origini, del rapporto tra fratelli biologici ed adottati, delle crisi che periodicamente vengono fuori perché crescendo si cambia o perché alcuni sentimenti vengono celati, ma rimangono dentro per sempre. Ci sono segreti non detti pensando di fare bene, o per paura della verità, e poi si scopre che invece la verità, per quanto dolorosa, è sempre bene tirarla fuori, costi quel che costi. C’è poi il rischio giuridico, la gestione del genitore biologico che appare, ma anche il grande riconoscimento dei ruoli che la vita, con le azioni giornaliere di ognuno, dà e riconosce.

L’adozione è vissuta da tutti come qualcosa di particolare e un po’ più complicata degli altri “problemi”, perché tutti si è parte della relazione, tutti sono coinvolti in prima persona: che la scelta sia stata subita o che si sia protagonisti, non importa, si è sempre parte integrante di un processo complesso in costante evoluzione, in cui si è in perseverante ricerca del proprio posto e del proprio ruolo, come se ci fosse sempre, dietro l’angolo, un pericolo insidioso in grado di mettere tutto in discussione. Invece ci si rende conto che se si segue l’unica strada percorribile, quella della spontaneità e della sincerità, se ognuno è in grado di vivere a pieno il proprio ruolo, riconoscendo a sé stesso il diritto di essere ciò che si è, incluse le proprie paure, per quanto possa sembrare difficile, la strada si appiana e tutto diventa più chiaro.

È così che in “This is us” l’adozione diventa uno dei tantissimi aspetti complessi e problematici della vita di ogni uomo o donna, alla stregua dell’obesità, dell’alcolismo, della tragedia personale, della ricerca di una gravidanza, di un’aggressione, di un amore sincero, di un rapporto fraterno, perché “questo siamo noi”. La vita di tutti noi è piena di tutto ciò e l’adozione ne è un aspetto e rientra della normalità, perché nulla o tutto è normale e nulla o tutto è straordinario, dipende solo da noi e da quanto siamo in grado di entrare in contatto con chi ci sta a cuore.


Creata da Dan Fogelman, This is Us è una serie che ha ottenuto un incredibile successo, sia con il pubblico che con la critica. È ambientata in tre diverse linee temporali, tra il 1980 e il presente. Nel 1980 seguiamo le vicende di Rebecca e Jack e l’arrivo dei loro tre gemelli. Quando uno dei tre muore durante il parto, la coppia decide di adottare un bambino afroamericano, nato lo stesso giorno e abbandonato dai genitori poco distante dall’ospedale. Nel presente invece, seguiamo le vicende dei bambini, ormai divenuti adulti e delle diverse strade che hanno intrapreso. This is Us segue la storia di questa famiglia in un viaggio emozionante e commovente tra passato, presente e futuro, raccontandoci la loro vita a 360°.

Vincitore di numerosi premi, tra cui un Golden Globe nel 2018 a Sterling K. Brown come Miglior attore in una serie drammatica e due Emmy nel 2017, This is Us è attualmente composta da cinque stagioni, quattro delle quali disponibili in streaming su Prime Video. La quinta stagione è approdata su SKY FOX a novembre 2020.


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Data di pubblicazione: 
Martedì, Gennaio 5, 2021

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